Home >> Quelli che l'hockey...

Raccolta satirica di aneddoti, fatti e persone che hanno reso indimenticabili le giornate organizzate dall'Asiago Hockey Club Rovigo.




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Quelli che il vino...

Quella volta che Riky, colto da un'irrefrenabile overdose di "lecchinaggio", degustando un vino rosso che aveva preso un fortissimo sapore di tappo offertogli, con cognizione di causa, dal presidente nel corso di un "quarto tempo" ufficiale (nel rugby, a fine partita, c'è il terzo tempo. Nell'hockey, considerando che si giocano tre tempi è ovvio che quando si finisce in gloria "coi piè soto la tola" ci sarà per forza di cose il "quarto tempo"...elementare Watson), alla domanda sarcastica dell'ospite che gli chiedeva un giudizio da esperto sul "nettare" versatogli rispondeva, con faccia alquanto schifata, con un eloquente:«Bon ciò!!!!» tentando inutilmente di nascondere la menzogna proferita e facendo così scatenare l'ilarità nei presenti tutti a conoscenza della pessima qualità del vino e della scherzosa offerta appositamente fattagli dal presidente. Da allora, il buon Ricky, si guadagnò il titolo di "le Grand Sommelier" (premiato con tanto di "Tastevin Wine Taster" in argento) e fama di miglior produttore italiano di "Tappolino del Piemonte" d.o.c.g.




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Quelli che se ne intendono...

Quella volta che la Patty, in una frazione di secondo, fece crollare una carriera costruita a costo di enormi sacrifici in quasi un quarto di secolo di hockey ad alto livello. Il tutto avvenne durante un allenamento di rifinitura pre-partita. Appoggiati alla balaustra assistevamo curiosi alle evoluzioni dei nostri beniamini. Molti erano già sul ghiaccio, altri ancora negli spogliatoi ed altri arrivavano, all'Odegar, alla spicciolata. La Patty, "innamorata" del canadese Eric Lecompte, cercava con lo sguardo smarrito il suo beniamino. E' risaputo ormai che le donne non si intendono di calcio...immaginate voi se possono intendersi di hockey. Del buon Eric l'aveva colpita non tanto l'abilità nel destreggiarsi tra gli avversari con la stecca o la buone capacità di realizzatore ma, ovviamente, la prestanza fisica e sopratutto a suo dire:«il bel culo» (tutti noi, a distanza di anni, ci stiamo ancora chiedendo come la Patty abbia fatto ad apprezzare le curve del fondoschiena di Lecompte avendolo visto solo sul ghiaccio? Avete presente com'è bardato un giocatore di hockey?). Preoccupata per non aver ancora visto il suo preferito scendere sul ghiaccio, decisa ferma il primo che le passa davanti e che si sta avviando speditamente verso gli spogliatoi e cortesemente ma con estrema risolutezza chiede:«Scusa...tu sei un giocatore? - e senza attendere risposta - Mi fai un piacere? Se vai in spogliatoio mi guardi se c'è Eric e me lo mandi fuori che voglio conoscerlo?» Noi tutti sbiancammo in volto e qualcuno, addirittura, si sentì mancare! La Patty aveva fermato nientepopodimeno che il "Falco" Lucio Topatigh, il monumento dell'hockey nazionale, l'eroe di mille battaglie idolo delle tifoserie di Bolzano, Milano ed Asiago, unico giocatore italiano ad essere arrivato ad un passo dalle piste dorate dell'NHL... e per chiedergli cosa? Se poteva chiamarle Lecompte?! Con tutto il rispetto per il buon Eric, questo sembrò a tutti noi un grave affronto! Il "Falco" invece, come sempre, si comportò da vero signore ed andò a chiamare fuori dagli spogliatoi Lecompte così la Patty ebbe finalmente l'occasione di incontrarlo e valutare se, quel "culo", era davvero così interessante come l'aveva notato dalle gradinate dell'Odegar!

Lucio TopatighPattyEric Lecompte




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Quelli che il Poker...

Quella volta che dopo il consueto "quarto tempo", approfittando di una nutrita presenza femminile, qualcuno propose di chiudere la serata con un "pokerino" versione strip. Il benpensante ed intrepido socio contava, in qualche mano ben giocata, di poter spogliare qualche malcapitata amica. Il poveretto, sostenuto entusiasticamente da tutti i maschietti presenti, non aveva però fatto i conti con alcune variabili che scombinarono totalmente i piani degli assatanati ragazzi: a)le donne sono molto più furbe degli uomini; b)le donne hanno sempre freddo soprattutto d'inverno in montagna, tanto che si accomodarono al tavolo verde vestite come Reinhold Messner sull'Everest; c)c'è sempre qualcuno che detesta perdere a prescindere; d)le carte non sempre girano a tuo favore e per quanto abile tu sia a bluffare non è detto che gli altri giocatori ci caschino tanto facilmente. Risultato? Dopo qualche mano le ragazze avevano perso solamente il primo strato di maglioni (peccato che sotto ce ne fossero almeno altri 10/15) ed i ragazzi tutti in mutande fuorchè uno...il buon Alberatone che è un tipo tosto e detesta perdere, anche se perdere a volte sarebbe consigliato almeno per una giusta causa...e poi, forse, non aveva capito bene bene l'obbiettivo del "pokerino" di quella fredda notte in montagna!




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Quelli che la cioccolata in tazza...

Quella volta che, nel dopo partita, andammo dal "Tata" che ci attendeva per il classico giro di "metro de caldo"! Correva l'anno 2005, quello del look out dell'NHL grazie al quale sui nostri ghiacci si videro in azione molti campioni della lega "Pro" nordamericana. E proprio il "Tata", noto grande appassionato di hockey su ghiaccio e profondo conoscitore di questo sport, sempre aggiornato in real time su ogni evento riguardante l'hockey su ghiaccio a livello nazionale ed internazionale, in quei giorni viveva in fibrillazione proprio per le trattative che avrebbero potuto sbloccare lo sciopero indetto dalla lega giocatori professionisti d'oltreoceano. Quella sera, il locale del "Tata" era particolarmente affollato e la temperatura esterna era decisamente fredda, tanto che "metri de caldo" e cioccolate in tazza andavano giù che era un piacere. Il "Tata", pertanto, era indaffaratissimo a scaldare vino e fare cioccolate, ma la sua attenzione era rivolta alla serrata NHL della quale discuteva animatamente con l'amico seduto al bancone. Ad un certo punto ricevette l'ordine di due cioccolate in tazza di cui una con panna. Proprio in quel momento la discussione sui problemi dell'NHL arrivarono all'apice tanto che il "Tata" si fermò praticamente di scaldare vino e cioccolata! Dopo qualche minuto la cameriera addetta al servizio ai tavoli pass&ogrve; al bancone per ritirare quanto ordinato senza però trovare pronto quanto richiesto. Così ripetè l'ordine...ma il "Tata" imperterrito proseguiva nella sua analisi. Dopo che l'ordine venne ripetuto per almeno un 5/6 volte, finalmente il "Tata" si mise all'opera e preparò le due cioccolate in tazza, ma nessuna delle due con la panna! Non appena la cameriera tornò per ritirare l'ordine, si accorse dell'errore e disse:«Scusa Tata...ma delle due cioccolate una dovevi farla con la panna!?!?». A tale affermazione il "Tata" si girò di scatto e urlando replicò seccato:«E te podevi dirmeo ah!!!» Spettacolare!!! Noi, che avevamo assistito a tutta la scena fin dal primo minuto, ovviamente scoppiammo in una sonora e lunga risata...Cosa non ti fa fare una passione!




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Quelli che Torino 2006...

Quella volta che, con grande entusiasmo, partecipammo alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006. Ovviamente da spettatori...cosa avevate capito? Bhè, anche là ne combinammo di tutti i colori! Il gestore di un rinomato ristorante del centro di Torino, sapete uno di quei locali per VIP nei quali per entrare devi addirittura suonare il campanello e la prenotazione non è consigliata ma assolutamente obbligatoria, certamente ricorderà ancora quando ci presentammo alla porta vestiti in jeans, maglione e bomber, bagnati fradici come pulcini dopo una giornata passata a visitare la città sabauda sotto una forte pioggia e, a dirla tutta, già un po' "carichi" dopo un abbondante happy hour innaffiato dal Barbera. Dopo il comprensibile iniziale momento di imbarazzo l'accesso ci fu comunque consentito solo dopo aver verificato la nostra prenotazione e dopo che, il presidente, avvisò il gestore che il suo locale ci era stato suggerito da uno dei suoi migliori clienti, personaggio molto in vista nella Torino bene. E come non raccontare l'incontro casuale con alcuni asiaghesi fuori dal Pala Isozaki prima della finale per il bronzo tra Russia e Repubblica Ceca? Alcuni di noi, in maglia della Russia, attendevano impazientemente di entrare nel favoloso palaghiaccio disegnato dal noto architetto giapponese, quando si avvicinò Corrado che senza tanti preamboli esclamò:«Voialtri non me la contè giusta...Da dove vegnio?» A tradire la nostra provenienza i cappellini dell'Asiago! Al buon Corrado non tornavano i conti: tifosi russi con in testa il leone stellato?! Inverosimile! Da quel momento nacque una bella amicizia che ancor'oggi ci porta ad incontrarci spesso all'Odegar per brindare con un buon bicchiere di vin brulè. E ancora, giocando sull'equivoco, quando nel dopo partita andammo in pizzeria sempre avvolti nelle nostre maglie russe e d'accordo con il pizzaiolo, che ci "sgamò" quasi subito, confezionammo uno scherzo per uno dei camerieri che notoriamente non voleva avere a che fare con gli stranieri in quanto totalmente a digiuno di qualsiasi lingua parlata nel globo terracqueo, inglese compreso. Mentre con estrema difficoltà cercava di prendere i nostri ordini, noi ovviamente facevamo finta di non capire un'acca di quello che ci chiedeva, ad un certo punto Olli, con tutta la sua nonchalance, esordì dicendo:«Come si dice una quattro stagioni in russo?» provocando l'ilarità nostra, del pizzaiolo ed anche di alcuni tecnici della delegazione russa presenti in pizzeria, oltre che all'ovvia reazione del povero cameriere che asciugandosi i sudori col fazzoletto mandò tutti noi a quel paese, per utilizzare un eufemismo...Come tutti i salmi poi, questa faccenda, finì in gloria con un brindisi a base di ottimo San Simone, il tipico amaro "sabaudo"! Storica ed indimenticabile anche la foto scattata dal presidente che in trance olimpica vedeva simboli dei Giochi in ogni angolo tanto da scambiare un faro dello Stadio Olimpico per il tripode disegnato da Pininfarina! Potere del sacro fuoco di Olimpia...

Il fuoco di Olimpia visto con gli occhi del Presidente




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Quelli che il curling...

Quella volta che, presi dal sacro fuoco dello spirito olimpico, in una notte fredda d'inizio marzo ci sfidammo a curling. Come pista il piazzale di un parcheggio ghiacciato, come stone un paio di pentole a pressione riempite di neve (sapete di quelle con il manico) e come sweeping un paio di scope: una di saggina ed uno spazzettone di quelli da dare "el strazo in tera" rubate dal ripostiglio della mamma. Il tempo di disegnare un bel cerchio sul ghiaccio e la partita ha inizio. I giochi olimpici di Torino 2006 erano da poco terminati e proprio il curling aveva attirato l'attenzione degli sportivi italiani e attizzato la nostra creatività! Per la cronaca il match si è chiuso senza ne vinti ne vincitori...anche perchè mica avevamo ancora imparato tanto bene le regole e poi, a disposizione, avevamo comunque solo due stone e perciò le giocate non riuscivano poi così bene ma, vi assicuro, che anche quella volta il divertimento fu davvero tanto per tutti!




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Quelli che gli Alpini...(1)

Quella volta che ad Asiago, in occasione della 79ª Adunata Nazionale degli Alpini durante il lancio dei paracadutisti, Olli venne scambiato per uno di quei temerari da un radunista gi&arave; un po' troppo avanti coi brindisi solo per il fatto che cingendosi del tricolore indossava una maglietta con la scritta Italia e portava sulle spalle uno zaino. L'adunata di Asiago viene ricordata poi anche per il cappottamento del mezzo alpino su tre ruote incolonnato verso Asiago alle 7.30 di mattina con tanto di alpino soprappeso abbracciato a damigiana (ovviamente vuota) da 5 litri nel cassone; per il mega pasta party organizzato dalla Barilla durante il quale tutti noi ed in particolare Alberatone ed il presidente si fecero davvero molto onore; per i coloriti caroselli di "mezzi militari" addolciti da arrapanti "alpine" in abiti succinti e per i tanti chilometri macinati a piedi visto il blocco totale del traffico causato dall'eccessivo sovraffollamento delle uniche due strade che dalla pianura portano alla splendida cittadina capoluogo dei 7 Comuni. Adunata comunque unica ed indimenticabile!




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Quelli che gli Alpini...(2)

Quella volta che a Bassano del Grappa, ci intrattenemmo un intero pomeriggio con gli amici alpini di Venegazzù(Tv) accampati su un prato della ridente città pedemontana in occasione dell'81ª Adunata Nazionale. Pomeriggio spassosissimo ma assai duro per tutti noi, abituati sì a bere ma non alla cadenza "alpina" di una gavetta di clinton ogni 5 minuti. Il "comandante" della guarnigione gentilissimo, ma come ogni buon militare sbrigativo nei modi, pareva animato chissà da quale spirito e, assistito dall' "ufficiale medico" dell'accampamento (detto il "dottorinolaringoiatra"), non faceva altro che riempire gavette che in breve rimanevano asciutte come se avessero il fondo bucato. Non c'è nulla da fare: alpini si nasce e non si diventa. Ed anche per noi che abbiamo prestato servizio alla Patria chi nei lagunari, chi nei parà e chi in fanteria, è stato davvero difficile resistere alla generosità di questi Alpini trevigiani e soprattutto è stato duro fare rientro nelle nostre "caserme" tanto che, la sera stessa, era in programma la cena sociale al Rifugio "Kubelek" e per la prima volta in tanti anni il vino è comparso solo per dare una nota di colore alla tavola imbandita. L'unico rammarico di quella giornata indimenticabile è di non aver potuto, soprattutto per motivi di tempo, accettare l'invito del comandante della guarnigione alpina per andare a visitare la sua fornitissima cantina campale. Forse però, a mente fredda, è stato meglio così anche perchè con tutta probabilità, qualcuno di noi, non sarebbe mai arrivato alla cena organizzata al Rifugio "Kubelek" ma si sarebbe svegliato il giorno dopo carponi sul ciottolato in riva al Brenta, con una gran "lancia piantada in testa"...e solo per colpa di quel "moro" davvero buono!




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Quelli che gli Alpini...(3)

Quella volta che, sempre a Bassano del Grappa, durante il lauto pranzo consumato con gli amici alpini della Sezione di Musano (Tv), famosi per le trippe alla parmigiana servite con il caffelatte per colazione, incontrammo "Drago", alpino bergamasco che divenne subito il nostro eroe e che ispirò il nome della nostra formazione di basket: "Signor Drago's Drink Team". Descrivere qui, in queste poche righe, cosa combinò il "Drago"...pardon il Signor "Drago", per diventare il nostro idolo non è per nulla semplice, proprio perchè certe situazioni bisogna solo viverle ed ogni cronaca, per quanto ben scritta, risulterebbe riduttiva e finirebbe inevitabilmente per snaturare il reale svolgimento dei fatti! Al lettore basti sapere che questo episodio n. 3 di "Quelli che gli Alpini..." non potrà essere facilmente dimenticato da nessuno di noi!




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Quelli che a Jesolo...

Quella volta che, nell'evento "High Voltage Estate Duezerozerootto" organizzato da Lucky Strike e Ducati Man con il patrocinio dell'Asiago Hockey Club Rovigo, il caso volle che incontrassimo Gian Luca Pattaro, ex attaccante del Calcio Rovigo autore di 9 reti nella stagione 1987-88, venuto verso le 2 di notte al bar dell'albergo dove eravamo alloggiati per prendere a prestito un rotolo di carta per il registratore di cassa, rotolo necessario e da portare nel giro di pochi minuti all'amico, gestore di un locale vicino nel quale stava passando la serata, che ne era rimasto sprovvisto. Dopo circa un'ora il buon Pattaro era ancora li con noi a discutere, tra una birra e l'altra, della stagione passata in Interregionale a Rovigo, della mancata promozione, della sua cessione al Bolzano nella stagione successiva, della sua vita dopo il calcio, dei personaggi locali e della sua attuale attività di corsaro sul galeone che porta in gita i turisti per il mare di Jesolo (non poteva essere altrimenti per un attaccante come lui per anni "corsaro" in area di rigore). Dopo la telefonata dell'amico che l'aveva dato per disperso, lo seguimmo nel vicino locale e da li poi ci trasferimmo in spiaggia per osservare il fenomeno del solstizio...sempre tra una chiacchiera e l'altra, una birra, un ricordo e una risata!

Gian Luca Pattaro




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Quelli che bevono responsabilmente....

Quella volta che...o per meglio dire, tutte le volte che ci incontriamo per una bella "montagnata"...(miga andemo in campagna no?!? Se andemo su a Asiago andemo in montagna quindi "montagnata" xe più giusto de "scampagnata", sio daccordo co mi?) capita spesso di mangiare tanto e bere altrettanto se non di più;. Però noi, che siamo dei ragazzi responsabili, nel nostro piccolo ci siamo dotati di non una, ma ben due tabelle alcolometriche che ci mettono in guardia sugli effetti collaterali che si possono manifestare quando si esagera con l'alcol, tabelle elaborate dai soci professoressa Manu e Dottor Olli, approvate dal Ministero e che qui desideriamo pubblicare mettendole a disposizione di quanti vogliono bere responsabilmente.

Tabella alcolometrica Dott. OlliTabella alcolometrica Prof. ssa ManuCampagna contro l'alcool




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Quelli che le frasi da stadio...

Tutte quelle volte che, dagli spalti dell'Odegar, si odono fantasiose invettive lanciate da qualche tifoso verso i protagonisti dell'incontro di turno. In tanti anni di frequentazione delle tribune del palaghiaccio, dopo una selezione meticolosa mi sento di stilare una, comunque, personalissima classifica delle tre frasi celebri passate anch'esse alla storia dell'hockey.

Allora, al terzo posto, metto quell'urlo rivolto parecchi anni fa verso un maldestro portiere colpevole di aver preso un gol parabilissimo. Il poveretto fu apostrofato da un tifoso con un bel:"PORTIERE D'ALBERGO!!!!!".

Al secondo posto inserisco quella contestazione rivolta all'arbitro di turno durante un Asiago - Milano Vipers colpevole di aver fischiato una penalità per bastone alto contro il difensore asiaghese Pierangelo Cibien (112 chili di potenza distribuiti su 196 centimetri di altezza) reo, secondo il direttore di gara, di aver colpito con il bastone alzato appunto, l'attaccante dei Vipers Scott Beattie (170 centimetri per 74 Kg). Il tifoso in questione dagli spalti fece notare, al signor arbitro, questa differenza nella fisicità tra i due gridando: "MA QUAE BASTON ALTO ?! ... ?!..LE LU' PICOLOOOOO!!!"

E sul più alto gradino del podio metto l'affermazione, seppur molto meno fantasiosa delle precedenti, ma vi assicuro davvero ben riuscita per il contesto e soprattutto la passione totale con la quale è stata esplicitata dal tifoso in questione, rivolta al difensore dei Vipers Milano e della Nazionale Harmin Helfer. Difensore molto forte quanto duro e troppe volte scorretto, durante un'incontro colpì in maniera talmente plateale e poco sportiva un avversario, da lasciare per qualche secondo l'Odegar ammutolito. Nello sconcerto e nel silenzio generale dall'ultimo gradino della tribuna centrale si levò un appassionato quanto sonoro e solitario: "HELFER... (pausa utile a riempire ben bene i polmoni, n.d.r.)...FIOL DE NA TR....AAAAAAAAAAAA!!!!!!", urlo talmente prolungato da accompagnare per l'intero percorso fino alla panca puniti il nostro "buon" Armin!

Questo il podio delle indimenticabili "voci" dal Pala Odegar. Altre forse avrebbero meritato di entrare in questa indimenticabile classifica ma, fino al momento nel quale non si inventerà qualcosa di diverso, i gradini del podio restano solo tre, e quindi saremo costretti sempre a fare delle scelte.
Comunque, in rappresentanza delle frasi rimaste escluse, consegno una platonica "medaglia di legno" a quel: "L'E' MASSA POCOOOO!!!!" urlato dalla solita solitaria voce da spalti durante un "caldissimo" Asiago - Milano Vipers nel preciso istante nel quale un puck, uscito di pista, colpì in testa uno dei tifosi "meneghini" più esagitati e che fin dal primo minuto dell'incontro si agitava indemoniato in tribuna.
Pillole di saggezza da spalti!!!!

(Nella foto una delle tipiche azioni del difensore altoatesino Armin Helfer: la carica in balaustra con stoccata di pomello inflitta tra "coppa e collo" del malcapitato avversario una volta crollato inerme sul ghiaccio... un vero colpo da maestro, non c'è che dire...)

Armin Helfer




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Quelli che il Vin brulè....

Quella volta che in ossequio alle più nobili tradizioni dell'Asiago Hockey Club Rovigo, durante un intervallo, per affrontare al meglio i rigori dell'inverno altopianese ordinammo al bar dell'Odegar quattro vin brulè! Al bancone conoscono bene la nostra tradizione: ad ogni intervallo un girò di brulè, tanto che quando ci vedono in fila ad attendere il nostro turno basta solo che, come i vecchi agenti di borsa, lanciamo un segnale con la mano del numero di quanti brulè desideriamo avere che, non appena arriva il nostro turno, li troviamo già belli e pronti solo da pagare e...da bere ovviamente. Una sera Olli, più in vena di scherzi del solito, sfruttando la sua statura che sovrastava la folla che si accalcava al bar dell'Odegar aveva lanciato il solito segnale alzando le quattro dita della mano destra. Arrivato al bancone disse:"Ma come...ci hai fatto quattro brulè? Stavolta volevamo quattro thè!" Chi non c'era avrebbe dovuto vedere la scena...la faccia incredula e quasi dispiaciuta o meglio preoccupata di chi ci aveva preparato le quattro bevande calde! La sua preoccupazione era probabilmente concentrata sulla nostra salute. In tanti intervalli non aveva mai ricevuto un'ordinazione diversa dal vin brulè e soprattutto non aveva mai ricevuto una nostra ordinazione diversa da qualcosa di alcolico...Sorpassato l'imbarazzo iniziale sempre Olli dichiarò:«Và che scherzemo veccio...dane stì quattro brullettini», e subito il sorriso tornò sulle labbra del nostro amico "oste" ... che da allora non facemmo mai più "soffrire".




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QUELLI CHE LO SCUDETTO 2009 - 2010....

By Rolba di Vicenza

Serata indimenticabile!. Gran casino all'Odegar ieri sera...avevo già biglietto acquistato 2 giorni prima dal moroso hockiesta under 20 de me fiola...altrimenti..i gera cassi amari... fuori, avevano allestito uno schermo gigante per la gente...i biglietti erano stati fumati ..oltre il limite...l'odegar è mica il PalaOnda... alle 7 meno un quarto hanno aperto le gabbie e la caccia al posto buono...era cominciata....l'attesa è stata lunga...comunque mi sono preso un ottimo posto... a centro tribuna opposta a quella dove fanno le cronache tv...mi sono sempre seduto li, per tutto il campionato....
ed inizia, finalmente, la guerra degli altopiani...ed il resto lo sapete anche Voi...che dire.. senza parole....immensi, grandi...distruggere i primi del campionato, i temutissimi del Renon , battuti ben 4 volte ...soprattutto a casa loro...si per dire..nello stadio dei loro odiati nemici...
onore la Renon, non erano scesi ad Asiago rassegnati...anzi.. s'è visto dopo 6 secondi rissa fra Zappala e Rottensteiner ...cominciamo bene ma poveracci, hanno 3 uomini fondamentali fuori per infortunio...e questo bisogna riconoscerglielo...non so come sarebbe andata con loro sul ghiaccio...comunque così è andata... gruber tudin e scelfo si sono fatti male per i cazzi loro in gara 3 ...un primo tempo nervoso e preoccupato....anche la gente ...temeva una rogna...il renon non era affatto rassegnato..anzi... poi al secondo....dopo il gol dell'immenso Borrelli...si è capito che buttava giusta, stanotte...ed il resto è....GLORIAAA.....poi gli altri..monello Matteo Tessari, portato a nozze da un PARCO DELLA VITTORIA...ed un Plastino, non nuovo a queste fucilate devastanti, da fuori...mancava un gol dello sdentato Strazzabosco ( ..brutto da normale...figuriamoci...) e ci ha provato...sarebbe crollato l'Odegar...
...spettacolo, nello spettacolo, la gioia dei ns. che fanno volar via via stecche, guantoni e caschetti.... la gente impazzita..le premiazioni, l'onore alle armi ai valorosi sconfitti... e l'invasione sul ghiaccio dei "cosidetti bastardoni cimbri ultras" che per tutto il campionato erano ..chissa' dove a bombarsi di birra o figarsi al Macrillo quando l'asiago giocava in casa....con 253 persone (compresi il sottoscritto, mi moje e fia..nel frigorifero umido).. a vedere quei... per poi saltar fuori come pantegane da fogna,...a farsi belli per la passerella finale e urlare..forza Asiago e slogan vari ecc ecc..io dico, a questa gente, bisognava fargli pagare 100 euro il biglietto...non a chi, non per essere modesto, per tutto il campionato s'è fatto 100 km, ghiacciate findus, spese autostrada, benz e pizze varie dal brutto tata...non vorrei essere cattivo... ma cosi è stato...all'Odegar in questa fase, fra semifinali e soprattutto finali....si sono viste delle facce mai viste...per la serie....chi l'ha visto prima??
ma cosi è ...l'Italia...si salta sempre sul carro vincente... comunque, a parte queste personali considerazioni, sono stati bravi e grandi..hanno sconfitto le tre migliori grandi, Bozen (che scornata, pensavano di essere loro....) e Pustertal (come si fa a disperdere 14 punti di vantaggio...) e il Renon...che quando sono con la testa giusta e rooster al completo....non ce n'è per nessuno... e visto in gara 3 a Bolzano...dove, secondo me, vincendo...., psicologicamente, ABBIAMO VINTO IL TITOLO. ...Ieri, sera all'uscita, non ho potuto esimermi da non dare una parola di sportivo conforto con un gruppo di una ventina di tifosi del Renon al seguito...loro, con grande sportività, hanno ammesso che l'asiago meritava, questo scudetto (grande fair play, dopo tre finali perse consecutive)...per loro era importante che non avesse vinto il Bolzano....loro odiati...e pensare che la società ha voluto andare a giocare le finali...al Palaonda...che beffa amara...comunque, hanno vinto coppia italia e supercoppa...onore a questi valorosi avversari che, ripeto, a ranghi completi....ghe saria sta' da...rognare.. duro, quando ingranano, fanno paura...grande squadra, veramente ...l'anno prossimo??? vedremo chi resta e chi va...dicono che il 95% del rooster sarà confermato...il 5%..mah...forse il granitico unno Lethinen lascia...gran bel difensore d'esperienza, grande sicurezza, gladietor immortale Parco 39 anni...ma comunque resta ad Asiago....il vecio terribile Intranuovo...e chissà che profumati contratti faranno sventolare ai ns. pezzi pregiati...i migliori questo campionato...Bellissimo portiere, anche se si è fatto scappare 2 dischi...nella fase finale, Henrich, il Gianni Rivera del ghiaccio, pattina da dio, genio, giocate da rivedere al ralenti, geometrico al millimetro, assist e segna, Borrelli lotta come un orso ferito e segna da tutti i lati, Intranuovo, il vecchietto che non t'aspetti...ed Ulmer prezioso spaccamaroni con propensione al gol....immensi i difensori Plastino...buon cecchino e old sequoia Strazzabosco...contro di lui, si infrange anche uno tsunami ..intanto, intuisco che ...gli abbonamenti aumenteranno di prezzo alla grande, e che non basterà arrivare mezz'ora prima all'odegar...quindi, dovrò abbonarmi per posti numerati... ...ho sforato lo spazio a disposizione. cari amici, Vi saluto è stato un piacere ....speriamo non sia un fuochi d'artificio...riconfermarsi, è sempre più difficile che vincere...godiamoci questo momento!!! ciao a tutti.




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